VALDOBBIADENE (TREVISO) - Lo zio materno di 58 anni, residente a Valdobbiadene, molesta la nipote di 21 che soffre di disagi psichici: il collegio del tribunale di Treviso, accogliendo le richiesta del pm, ha condannato l'uomo a 6 anni e 6 mesi di reclusione confermando che la nipote non aveva consapevolezza di quanto stava accadendo, con conseguente violenza sessuale mediante abuso dell'inferiorità psichica della parte offesa.
I fatti si sono consumati a Caerano tra il luglio e l'agosto del 2022 e solamente dopo il secondo episodio di violenza la ragazza, accompagnata dalla nonna materna, si è recata a sporgere denuncia nei confronti dello zio che era stato subito soggetto a misura cautelare con il divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla nipote. Il contesto in cui è maturata la violenza è di profonda marginalità: una grande famiglia, tutta sotto lo stesso tetto, in cui i due figli, entrambi con un deficit cognitivo, sono stati cresciuti dalla nonna materna. Un padre assente, di cui si sa poco nulla, e una madre egualmente disinteressata all'educazione dei bambini, a tal punto inconsapevole della sorte della propria prole, da aver dichiarato di essere venuta a conoscenza della situazione solo quando i carabinieri si sono presentati alla porta di casa per notificare la misura cautelare nei confronti del fratello. La prima persona infatti alla quale la ragazza si sarebbe rivolta è la nonna: «La situazione in cui è avvenuta la violenza è particolare - spiega il legale dell'uomo - perché entrambi i figli sono stati cresciuti dalla nonna materna. Era lei stessa ad ammonire i ragazzi di stare lontani dallo zio, che non considerava una persona normale». L'uomo abitava all'interno della stessa casa, nella quale era stato ricavato un piccolo appartamentino per lui; di carattere apparentemente libertino, avrebbe deciso di "liberare" la nipote dalla gabbia morale nella quale la madre avrebbe rinchiuso i ragazzi, forzando la giovane a compiere atti sessuali insieme a lui.






