Disastro colposo e omicidio colposo. Ventitré indagati. Oltre 600 alberi caduti nella Capitale in 11 mesi. Una vittima e 23 feriti. È la fotografia dell’inchiesta della procura che ha chiuso le indagini nei confronti dei presunti responsabili della «pioggia» di fusti e rami che si sono spezzati colpendo pedoni, automobili, moto, invadendo le strade e piazze, spesso molto frequentate da cittadini e turisti. Gli episodi si sono infatti verificati, da giugno 2023 a maggio 2024, in tutti e 15 i Municipi della città. Nessuno escluso. I magistrati hanno chiuso le indagini elencando nelle carte processuali tutti i casi di caduta di alberi e rami in 11 mesi: sono 614 quelli finiti sotto la lente dei magistrati. Alcuni hanno provato feriti, altri, invece, hanno mandato in tilt la viabilità, costringendo forze dell’ordine e vigili del fuoco a gestire il caos e a liberare le strade dagli arbusti. Nei guai sono finiti funzionari del Dipartimento tutela ambiente del Campidoglio, responsabili municipali, oltre a otto aziende che si occupano della cura del verde in diversi quartieri della Capitale. A ogni indagato viene contestato dalla procura, in base al proprio ruolo, di non aver garantito controlli e interventi adeguati. Il pm, infatti, nelle carte dell’inchiesta, non esita a mettere nero su bianco che si è trattato di una gestione «frammentata e inefficace», di incapace, secondo l’accusa, prevenire situazioni pericolose.