PADOVA - La zona è un'altra, ma rimane rossa. A Padova ieri 16 settembre è stato confermato il provvedimento voluto all'inizio dell'anno dal ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, che prevede il potenziamento dei controlli nelle aree ritenute più pericolose in città. Il prefetto Giuseppe Forlenza ha convocato ieri i vertici della sicurezza e dell'amministrazione comunale per comunicare che si andrà avanti, ma non più nel quartiere Arcella. La nuova area finita nel mirino è quella attorno alla stazione, dove tutto era iniziato a febbraio. Non più però il piazzale antistante, ma tutte le strade attorno, da via d’Avanzo, a viale Codalunga, via Goldoni, fino a via Annibale da Bassano e via Tommaseo, dove ci sono le cucine popolari.

LA NUOVA AREA Da domani, fino al 18 dicembre, i controlli si sposteranno quindi di nuovo in stazione, in un perimetro diverso però da quello disegnato lo scorso febbraio. Dalla riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica è emerso quello che negli ultimi giorni era parso a tutti molto chiaro: nonostante la contrarietà del sindaco Sergio Giordani, della sua maggioranza e di una parte della cittadinanza che si era opposta anche scendendo in piazza, la linea Piantedosi continua. Era stato lo stesso ministro dell'Interno a dettarla durante il suo weekend padovano per la festa delle associazioni della polizia. Matteo Piantedosi ne aveva ribadito l'efficacia e la volontà di continuare. E così è stato. LO SCONTRO POLITICO Contrario da sempre il sindaco Sergio Giordani, che insieme a parte del quartiere Arcella ne aveva fatto una battaglia: «La mia posizione sul punto è nota e ho avuto modo in più occasioni di spiegarla ampiamente in questi mesi – ha ribadito anche ieri il primo cittadino – .Un grazie a tutte le forze dell’ordine che svolgono in città e ogni giorno un grande lavoro. Da parte nostra, anche per competenze specifiche, ci impegneremo come sempre e sempre di più su quello che riteniamo siano i pilastri fondamentali e irrinunciabili per offrire una completa e duratura sicurezza alla città. Prevenzione, inclusione sociale, cura dei giovanissimi con attività specifiche, attenzione a mantenere alta la vivacità dei quartieri con molte attività, sostegno alle marginalità estreme». Lunedì, alla vigilia del Cosp, la maggioranza ha votato una mozione contro la Zona rossa. Ovviamente la sua posizione ha scatenato in questi mesi una dura reazione da parte dell'opposizione di centrodestra, che anche ieri si è fatta sentire attraverso il sottosegretario alla Giustizia, il padovano e leghista, Andrea Ostellari: «Non mi interessano le polemiche, ma solo la sicurezza dei cittadini padovani. Qualcuno ha scelto di condurre una battaglia ideologica invece di mettersi a disposizione. Poco male, i risultati sono stati raggiunti lo stesso. Non capisco, tuttavia, come mai in altre città, pur amministrate dalla sinistra, le zone rosse siano salutate con favore, mentre a Padova non succede». I NUMERI Dall’avvio della sperimentazione sono state controllate 24.333 persone, adottati 58 ordini di allontanamento per violazione dell’ordinanza prefettizia, 28 nei confronti di soggetti già conosciuti per reati concernenti gli stupefacenti, 10 per reati contro la persona, 12 per reati contro il patrimonio e i rimanenti 8 per altre fattispecie di reato. Solo all'Arcella, invece, sono state arrestate 23 persone, mentre altre 46 sono state denunciate e 13 sono state sanzionate per possesso di stupefacenti. Sequestrati anche oltre 7 chili di droga tra eroina, cocaina e hashish. Espulsi 19 cittadini irregolari, che avevano già precedenti per spaccio, reati contro il patrimonio, violenza, lesioni e occupazione di edifici.