PADOVA - Padova rimane in zona rossa. Dopo il weekend nella città del Santo del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, ormai non ci sono più dubbi sull'ipotesi di proroga del provvedimento. Un provvedimento che però con ogni probabilità sarà applicato in un'altra area rispetto all'attuale a nord della città. In mattinata è prevista la riunione in prefettura del Comitato provinciale per l'ordine pubblico e sicurezza, dove verrà ratificata la decisione già presa di continuare. Verosimilmente i controlli torneranno nella zona della stazione, da dove tutto era partito a febbraio, per arrivare poi a maggio all'Arcella, il quartiere più popoloso e discusso di Padova. A quel provvedimento una parte del quartiere si era però fortemente ribellato, organizzando manifestazioni anche col sostegno del sindaco, Sergio Giordani.

E proprio Giordani ieri (15 settembre), in consiglio comunale, ha votato insieme alla sua maggioranza una mozione portata in aula da Coalizione Civica contro la zona rossa. E lo ha fatto proprio alla vigilia del Cosp in prefettura, ribadendo la sua posizione a sfavore. Nella mozione delle due consigliere ed ex assessore Marta Nalin e Chiara Gallani, s'invita a «continuare a segnalare alle istituzioni competenti la propria contrarietà alla definizione della città di Padova come area di conflitto e alla conseguente istituzione di zone rosse». Alla fine in aula la mozione ha incasso i voti favorevoli di tutta la maggioranza, ma ha scatenato le polemiche: «Il testo della mozione è davvero povero di contenuti, ma gravido di ideologia spiccia - ha tuonato nel suo intervento il capogruppo di Fratelli d'Italia, Matteo Cavatton -. Si sostiene che l'amministrazione Giordani abbia tutto sotto controllo e che i provvedimenti prefettizi siano inutili e, anzi, dannosi per la comunità. Siamo alle solite: la contrarietà alle zone "ad alto impatto" non è basata su fatti, bensì su di un falso ed ipocrita buonismo». «La mozione vuole evidenziare le differenze tra chi utilizza il concetto di sicurezza in maniera securitaria e propagandistica - ha ribattuto la consigliera del Pd e presidente della commissione Sicurezza, Etta Andreella -. Chi, invece, intende la sicurezza come un sistema molto ampio di azioni sociali che, in collaborazione con il lavoro delle forze dell'ordine, hanno costituito la base del lavoro fatto dall'amministrazione di centrosinistra». Nonostante questo, oggi il sindaco Sergio Giordani dovrà prendere atto della decisione di proseguire. «La decisione dipenderà dalle autorità provinciali, ma credo proprio che verrà confermata - aveva detto il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi nel weekend -. Sicuramente ci saranno degli adattamenti rispetto a quella che è stata la prima applicazione, ma a Padova ha funzionato come altrove. Chi protesta è assolutamente sempre ben accetto, perché il contributo alla democrazia del dissenso è fondamentale aveva chiuso ma credo sia tangibile che la maggioranza invece apprezzi la bontà del provvedimento».