PADOVA - Nessuna marcia indietro: Padova rimane in zona rossa. Parola del ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi: «La decisione dipenderà dalle autorità provinciali, ma credo proprio di sì. Siamo forti dell'apprezzamento concreto che sta avendo su tutto il territorio nazionale. Sicuramente ci saranno degli adattamenti rispetto a quella che è stata la prima applicazione, ma a Padova ha funzionato come altrove». È stato direttamente il numero uno della sicurezza in Italia a confermare che l'operazione ad alto impatto non è destinata a fermarsi all'Arcella, ma ad andare avanti. Ieri è stato ospite del raduno nazionale dell'Anps (Associazione Nazionale Polizia di Stato) a Padova, per assistere al concerto della banda musicale della polizia al Teatro Verdi. Parlando con i cronisti ha lasciato intendere che l'operazione andrà avanti.

Domani (15 settembre) l'operazione scade all'Arcella, ma un'ipotesi è che possa proseguire tra la zona della stazione e quella di via Trieste, tenendo dentro quindi corso del Popolo, le piazze De Gasperi e Gasparotto, limitando a nord i confini fino a Borgomagno e via Avanzo. In settimana sarà comunque convocato il Cosp (Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica), presieduto dal prefetto Giuseppe Forlenza, durante il quale verrà presa la decisione definitiva con il via libera al dispositivo. Prima dell'inizio del concerto Piantedosi ha quindi assicurato che indietro non si torna: «Anche solo perché ottempera a quella basilare esigenza della cittadinanza di avere una presenza visibile, intensa e ragionata delle forze di polizia - prosegue il ministro -. Ci sono risultati importanti, migliaia di persone identificate, molti allontanamenti dalle zone da preservare e non criminalizza i posti in cui viene applicata. È da quei posti che arriva la richiesta».