PADOVA - Matteo Piantedosi, ministro dell'Interno, l'aveva promessa durante la sua recentissima visita. E oggi (16 settembre) è arrivata la conferma, nonostante le mai sopite polemiche e la fresca approvazione in consiglio comunale di una mozione contraria al rinnovo. La zona rossa a Padova è realtà. Ancora una volta. La terza applicazione del provvedimento securitario voluto dal Viminale sarà in vigore dal 18 settembre al 18 dicembre nell'area immediatamente circostante la stazione ferroviaria - indicativamente delimitata da via d’Avanzo, viale Codalunga, via Tommaseo e via Goldoni nonché via Annibale da Bassano - continuando perciò a interessare anche una parte della prima Arcella. La decisione è stata ufficializzata al termine della riunione del Cosp (Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica) riunitosi in mattinata in prefettura.
Padova è stata la prima città del Veneto a introdurre la zona rossa. La prima volta il provvedimento fu adottato nella zona attorno alla stazione ferroviaria dal 6 febbraio; inizialmente per un mese, poi prorogato di altri due e dunque in vigore fino al 6 maggio. Il bilancio parlava di 19.047 persone controllate (una media di oltre 200 identificazioni al giorno) e 48 ordini di allontanamento. Poi è stata la volta dell'Arcella, con un'applicazione di quattro mesi (dal 19 maggio al 15 settembre) in un'area che ha coperto circa due terzi del popoloso quartiere a nord di Padova e che ha suscitato numerose contestazioni. Pima ancora che scadesse il periodo di applicazione, in concomitanza con una visita in città, il ministro Piantedosi era stato diretto: «La zona rossa funziona, a Padova resterà».







