Robert Redford, scomparso all'età di 89 anni nella sua casa nello Utah, aveva con il cibo un rapporto molto stretto. Nel 1995 aveva anche aperto un suo ristorante biologico a chilometro zero, lo Zoom Restaurant a Park City (poi chiuso nel 2017). Un locale suggestivo che anticamente a metà Ottocento era stato il deposito della compagnia ferroviaria Union Pacific, con piatti di cucina americana continentale, con ingredienti freschi e interpretazioni tradizionali. E immancabili influenze regionali delle varie parti dello stato dello Utah dove il divo hollywoodiano ha vissuto gli ultimi anni della sua vita fino alla fine, a contatto con la natura.
Una terra di grande energia caratterizzata da una gastronomia rustica e dai sapori forti e montani, a base di carne, selvaggina, ma anche pesce di fiume e formaggi. Anni prima nel 1969 aveva fondato il Sundance Resort ai piedi del Monte Timpanogos sempre nello Utah. E qui aveva ospitato il mitico Sundance Film Festival. Dal 2020 il resort ha una nuova proprietà, si chiama Sundance Mountain Resort ma mantiene ancora l'etica di di Redford il cui motto è sempre stato “Sviluppa poco e conserva molto”. Per questo ancora oggi gli edifici continuano a fondersi con il paesaggio, non superano mai la linea degli alberi e i 500 ettari che lo circondano non dovranno mai essere edificati. Rispetto della natura dunque e insieme ricercatezza nel piatto: gli otto punti ristoro offrivano dalla gastronomia locale alla cucina fusion franco-americana contemporanea.












