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16 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 17:27

L’episodio dei droni russi penetrati nello spazio aereo polacco ha scatenato un’ondata di polemiche a casa nostra. I commentatori filo-putiniani hanno subito cercato di minimizzare. Ricordando passate accuse sbagliate ai russi, citando il caso del GPS della von der Leyen o quello del Nord Stream 2, denunciando la presunta “propaganda bellicista insopportabile” dell’Occidente, costoro paiono insinuare che i droni sulla Polonia non fossero droni, o non fossero russi, o non fossero armati, o non fossero entrati in Polonia, o vi fossero entrati “per errore”.

Ma la realtà è testarda: quei velivoli, russi e armati, erano diciannove, lenti, guidati da operatori; e hanno percorso centinaia di chilometri nello spazio aereo di un Paese Nato. A questo punto, la domanda cruciale è: perché il Cremlino ha autorizzato una mossa tanto rischiosa e apparentemente priva di senso?