«Dopo l'incursione dei droni russi, il sostegno che la Polonia ha ricevuto dall'Europa è incoraggiante, ma il silenzio degli Stati Uniti è molto preoccupante. Perché Trump tace?». Questa è l’analisi, preoccupata, di Gazeta Wyborcza, tra i più diffusi quotidiani polacchi. A Varsavia le 19 violazioni dello spazio aereo da parte di droni russi, nella notte tra martedì e mercoledì, hanno suscitato enorme preoccupazione, come negli altri Paesi dell’Unione Europea. Lo spettro che tutti temono, l’allargamento del conflitto con la Russia, è apparso più vicino. Per questo, la Polonia ha deciso di dispiegare 40mila soldati ai confini con Russia e Bielorussia, in concomitanza con l'inizio delle grandi manovre militari chiamate Zapad 2025 e condotte dalle Forze armate di Mosca e Minsk. Varsavia ha limitato lo spazio aereo lungo il confine orientale. Questa restrizione sarà in vigore fino al 9 dicembre «per garantire la sicurezza nazionale», spiega l’agenzia polacca per la navigazione aerea. Su sollecitazione dell’esercito, il traffico aereo sarà in sostanza chiuso ai voli civili lungo la frontiera con Bielorussia e Ucraina.
Spiega Cezary Tomczyk, viceministro della Difesa: «La Polonia si sta preparando viste le manovre militari Zapad 2025 di russi e bielorussi da molti mesi. Anche l'esercito polacco ha condotto esercitazioni a cui hanno preso parte oltre 30.000 soldati, oltre a militari dell'alleanza, per rispondere adeguatamente. Ricordiamo che Zapad 2025 è un'esercitazione offensiva. Nel 2022 è stata di preparazione all'invasione in Ucraina». Ieri pomeriggio a Varsavia si è riunito il Consiglio per la sicurezza nazionale, al quale hanno partecipato il primo ministro Donald Tusk e il presidente Karol Nawrocki. Nonostante le profonde divisioni politiche (Tusk è della formazione liberale ed europeista Coalizione Civica, Nawrocki è sostenuto dalla formazione della destra nazionalista Diritto e Giustizia), il Paese di fronte alla minaccia russa ha trovato compattezza. Ha detto Nawrocki: «Se qualcuno avesse avuto dubbi sul fatto che la Polonia fosse direttamente coinvolta in una guerra ibrida da quattro anni, penso che il 10 settembre 2025 potrà finalmente annullarli. È stato un test impostoci dalla Federazione Russa. Lo abbiamo superato, ma c'è ancora molto da fare». È arrivato il monito del presidente ucraino Zelensky: «Tutto indica che il lancio di droni russi in territorio polacco sia stato deliberato. Purtroppo la Russia ha la capacità di espandere la sua aggressione. Sono necessarie misure forti, non solo da parte dell’Europa. I nostri alleati rivedano le proprie capacità di difesa aerea». Zelensky ha incontrato il presidente finlandese Alexander Stubb e quest’ultimo ha incalzato due paesi dell’Ue considerati filo russi: «Ungheria e Slovacchia finanziano la macchina da guerra di Mosca acquistando petrolio e gas. Il presidente Trump ha ragione quando dice che l’Europa dovrebbe smettere di farlo». Altri Paesi hanno confermato il sostegno a Varsavia mentre per oggi è convocato il Consiglio di sicurezza dell’Onu su richiesta polacca. Il governo britannico di Keir Starmer autorizzerà il comando della Raf a fornire alla Nato un contingente di caccia Typhoon da schierare in Polonia. Anche Berlino ha annunciato che «rafforzerà il proprio impegno al confine orientale della Nato raddoppiando il numero di Eurofighter dispiegati». E il presidente francese Macron ha spiegato: «Ho deciso di mobilitare tre caccia Rafale per contribuire alla protezione dello spazio aereo polacco e del Fianco Est dell'Europa con i nostri alleati della Nato». La Lettonia, infine, ha chiuso lo spazio aereo al confine con Russia e Bielorussia. Per oggi è stato convocato il Consiglio di sicurezza dell’Onu sul caso della pioggia di droni russi in Polonia. Osserva il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di un punto stampa alla Farnesina con l'omologo turco, Hakan Fidan: «Mosca vuole testare le capacità della Nato, c’è il rischio di escalation». Sul fronte diplomatico, ieri il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko ha ricevuto a Minsk l’inviato di Trump, John Coale, che ha espresso la volontà della Casa Bianca di riaprire l’ambasciata americana e rimosso le sanzioni contro la compagnia aerea Belavia. Il dittatore bielorusso, come concessione, ha disposto la liberazione di 52 prigionieri politici. Di questi, 14 sono stranieri. Tra chi è stato scarcerato c’è anche Mikalai Statkevich, candidato alle elezioni presidenziali del 2010, arrestato nel 2020, condannato l'anno successivo a 14 anni di carcere.










