«Sono un attore per business ma anche un attivista di natura. Vi chiedo, da cittadino interessato, di fare qualcosa. La vostra missione è semplice ma, allo stesso tempo, piena di insidie: salvare il mondo prima che sia troppo tardi. Per quanto riguarda il cambiamento climatico, vi è un’urgenza assoluta e il destino del mondo è in bilico». Era il 29 giugno 2015 e Robert Redford pronunciava queste parole di fronte alle Nazioni Unite a New York, in occasione di un incontro sul tema del cambiamento climatico prima della Cop-21. L’impegno di Redford per la crisi climatica – da lui definita «un’emergenza assoluta» – inizia nel 1989 da una conferenza a Denver e non finirà mai, accompagnandolo fino alla sua scomparsa all’età di 89 anni.
La petizione contro l’agenda climatica di Donald Trump
Redford ha condiviso tante delle battaglie promosse dalla Natural resources defense council (Nrdc) –una delle associazioni ambientaliste più grandi del nord America. Nel 2017, anno della prima amministrazione Trump, l’attore è stato testimonial di una petizione contro l’agenda climatica del neo eletto presidente: «Il ritiro dall’Accordo sul clima di Parigi ... l’affondamento del Clean Power Plan del presidente Obama ... l’aumento della trivellazione di petrolio e gas nelle nostre terre pubbliche e nelle acque offshore ... l’aver riempito il suo gabinetto presidenziale con scettici del cambiamento ed uomini dell’oil & gas molto inquietanti ... la disastrosa agenda di Donald Trump dovrebbero far scattare campanelli d'allarme per chiunque abbia a cuore il futuro del nostro pianeta». Nrdc, sottolinea il quotidiano ambientalista Greenreport, ha goduto di un forte supporto da parte di Redford che si è unito alla petizione per supportare l’associazione per un obiettivo condiviso: respingere gli attacchi dell'amministrazione Trump e lottare contro le sue politiche ambientali.











