L’America segue il mercato e i consumatori. La Cina localizza e investe in marchi e marketing. L’Europa resta ferma sulle scadenze impossibili e le multe, e rimanda le soluzioni; il disallineamento è evidente: utili in calo, occupazione in bilico, investimenti confusi.
USA: conta il risultato, non l’etichetta
A Washington le regole cambiano senza clamore. Senza rinunciare ai target di carbonizzazione, gli USA virano su una strategia di neutralità tecnologica, introducendo standard prestazionali EPA 2027–2032, non un mandato ZEV, tecnologicamente neutrali: elettrico, ibrido o motore termico, purché efficienti. È la sostanza a contare, non il badge sul cofano.
Così, mentre Ford prevede nel 2025 perdite di $5–5,5 mld sulla divisione EV (in linea con i –$5,1 mld del 2024), Detroit tiene botta vendendo ICE e ibridi profittevoli, guadagnando tempo per arrivare a EV che generino margini veri.
Cina: i dazi non fermano le fabbriche






