l mercato guida. I cardini delle strategie planetarie dicono che sia addirittura “sovrano”. Senza navigare nelle dinamiche geopolitiche che avvolgono il mappamondo, è chiaro come il libero scambio abbia un peso rilevante nella società globale del terzo millennio. Alterare troppo gli equilibri fra domanda e offerta può limitare la libertà dei consumatori, un valore che anche leader e i decisori politici di solito tengono in grande considerazione, modificandolo solo in casi estremi. In questo passaggio l’Unione Europea ha dato precedenza al rispetto ambientale per le preoccupanti problematiche dei cambiamenti climatici: giusto fra un decennio, scatterà il divieto assoluto di vendere i veicoli equipaggiati con motore termico che, per oltre un secolo, hanno accompagnato la nostra quotidianità.
Certamente uno strappo, ma forse non così catastrofico. Il problema è che l’autoritaria decisione è, più o meno, coincisa con altri eventi epocali. I costruttori, soprattutto quelli continentali, si sono confusi con i tempi e hanno convertito troppo in fretta l’industria, proponendo un’offerta poco allineata alla domanda. Gli automobilisti totalmente “elettrocompatibili” non sono ancora molti, serve tempo per metabolizzare il cambiamento di utilizzo su un aspetto tanto abituale e mettere in campo una rete di ricarica adeguata che sia in grado di scacciare lo spettro dell’“ansia da autonomia”. Insomma, si è corso un po’ troppo, di tempo, prima della cesoia normativa, ce n’era abbastanza.








