L’omicidio di Charlie Kirk ha scatenato un vespaio di polemiche in Italia e alimentato un clima politico già rovente per le imminenti elezioni in diverse regioni del Paese. Se ne discute a Otto e Mezzo, il talk di approfondimento politico di La7, condotto da Lilli Gruber. Ospite, in collegamento, il direttore del Fatto Quotidiano Marco Travaglio.

La Gruber gli chiede: "Grazie a Giorgia Meloni ci troviamo a discutere ormai da qualche giorno dell'emergenza odio in politica nel nostro Paese. La premier ha attaccato la sinistra che avrebbe festeggiato l'omicidio di Charlie Kirk, tu hai capito chi della sinistra italiano ha fatto questi festeggiamenti?".

Travaglio, pungente come sempre, risponde così: "No, perché in Italia Kirk era molto poco noto, lo hanno scoperto quando è stato ucciso. Non credo che abbia suscitato particolari passioni né da una parte né dall'altra. Io ricordo che questa storia dell'odio, un processo ai sentimenti, credo sia un unicum, lo facciamo solo noi. Cominciò Berlusconi, il primo piromane travestito da pompiere, che disse ‘noi siamo il partito dell'amore contro il partito dell'odio’. Adesso ci sono i suoi emuli che ci riprovano, in un clima sempre più farsesco per fortuna. Sappiamo benissimo che le tragedie stanno a Gaza, in Cisgiordania, nei paesi vicini a Israele che vengono bombardati impunemente da Netanyahu, stanno in Ucraina, nella guerra, in Europa".