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Era finora noto che la patata e il pomodoro, entrambi appartenenti alla famiglia delle Solanacee, fossero imparentati tra loro. Ma un recente studio condotto dall’Istituto di genomica agraria di Shenzhen, in Cina, ha chiarito il tipo di parentela: attraverso l’analisi di 128 genomi l’Istituto ha stabilito che il Solanum tuberosum che mangiamo oggi, cioè la patata, è il risultato di un’ibridazione antica avvenuta tra il Solanum lycopersicum (pomodoro) e il Solanum etuberosum, una pianta originaria del Sud America.
Nessuna delle due piante ha le strutture di accumulo di sostanze di riserva a cui ci riferiamo come tuberi, che si sono invece formati con l’ibridazione dando alle patate un enorme vantaggio di crescita in ambienti difficili, permettendo «l’esplosiva diversificazione delle specie» che vediamo e mangiamo oggi, ha spiegato il ricercatore Sanwen Huang. A partire da questa scoperta il giornalista francese Octave Larmagnac-Matheron ha ricostruito la lunga storia «politica, religiosa e filosofica della patata»: un ortaggio, spiega, che ha incontrato notevoli resistenze prima di diffondersi tra tutte le classi sociali e in tutto il mondo.
Immagine dallo studio dell’Istituto di genomica agraria di Shenzhen pubblicato sulla rivista di biologia Cell






