di
Eliana Liotta
La rubrica «Smart Tips» enumera i benefici della radice tuberosa che si è imposta nei mercati americani e asiatici, ma non è ancora molto diffusa in Italia, pur essendo buona fonte di molte vitamine e minerali
È arancione, dolce, originaria del Sudamerica. È una patata e non lo è, nel senso che non appartiene alla stessa specie dei tuberi tradizionali. Ha meno amido, molto più betacarotene e, dopo la bollitura, un indice glicemico più basso. Il suo nome scientifico è Ipomoea batatas e fa parte delle Convolvulaceae, una famiglia diversa da quella della patata gialla (Solanaceae). Ancora non molto diffusa in Italia, si è imposta da anni nei mercati americani e asiatici.
Il betacarotene Proprio la sua diffusione ampia ha spinto i ricercatori a occuparsi delle proprietà nutrizionali di questa radice tuberosa. Già nel 2007, una revisione di studi aveva promosso le batatas per la ricchezza di vitamine e minerali. D’altra parte, una patata dolce media contiene più del 100% della quantità giornaliera raccomandata di vitamina A, utile per il sistema immunitario, la pelle, la vista e le ossa. La fornisce sotto forma di betacarotene, che colora di arancio la polpa. Si aggiungono alti livelli di rame e manganese, che l’organismo utilizza per produrre sostanze dalle proprietà antiossidanti.







