Prima la telefonata del ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, al papà del ragazzo di 15 anni che si è tolto la vita nei giorni scorsi nella sua casa nel Comune dei Santi Cosma e Damiano, in provincia di Latina, poi la notizia che le ispezioni nelle due scuole frequentate da Paolo sono partite.
Alle medie e alle superiori, quest'ultime dove il ragazzino avrebbe dovuto frequentare il secondo anno nella sede distaccata dell'Istituto tecnico Antonio Pacinotti di Fondi che però respinge l'accusa di non essere intervenuta dopo gli episodi di bullismo.
Nessuna segnalazione da parte dei genitori, nessuna criticità rilevata dalla psicologa dello sportello di ascolto e al funerale la presenza "dell'intera classe e tutta la scuola", dove tutti, tra docenti e ragazzi, "sono sconvolti". E', infatti, il racconto della dirigente scolastica, Gina Antonetti, secondo cui quanto detto dalla famiglia è "motivo di dispiacere, ma è anche profondamente ingiusto".
"Con una legge abbiamo previsto l'obbligo dei dirigenti scolastici, nel caso di atti di bullismo, di chiamare i genitori dei ragazzi coinvolti come autori dei fatti e di attivare le attività educative necessarie. Nei casi più gravi di reiterazione è prevista anche la denuncia alle autorità preposte", ha ricordato Valditara che nella telefonata ai genitori ha espresso loro "solidarietà e vicinanza". Il ministro ha fatto anche sapere che ora sarà verificato se la legge sia stata rispettata.















