Se tutte le strade portano a Roma, quella del Toro griffato Baroni rappresenta una piacevole eccezione: la Capitale non è il punto di arrivo, ma sono i tre punti di partenza. Così dal mezzogiorno e mezzo di fuoco granata, acceso all’Olimpico da Simeone, salgono anche i fumi di una difesa che ha iniziato a funzionare. Dopo la tremenda “manita” interista dell’esordio, la retroguardia del Toro è passata indenne, senza un solo dispiacere, attraverso gli attacchi spuntati di Fiorentina e Roma. «Subito dopo l’Inter – ammette Saul Coco – è stata dura, ma abbiamo avuto la forza di ripartire e ricominciare a lavorare. La nostra stagione è iniziata dopo la sconfitta a San Siro. E ora siamo decisamente sulla strada giusta. I progressi, secondo me, si erano già visti contro la Fiorentina, ma il premio dei tre punti in casa di una grande squadra come la Roma rappresenta uno stimolo enorme».
Saul Coco e la solidità difensiva
Tra gli operai della difesa di Baroni, schierati ieri con la formula del terzetto arretrato per incapsulare una Roma inizialmente senza una punta di ruolo, lo spagnolo di Lanzarote con passaporto equatoguineano ha ricoperto un ruolo prezioso. «Non penso che la difesa a tre sia un modulo completamente nuovo per noi – riflette – e non credo neanche che sia il numero dei difensori a fare la differenza. Contro la Fiorentina, ad esempio, abbiamo anche giocato a quattro e fatto lo stesso una grande partita. La differenza l’ha fatta la cattiveria e la voglia di reagire che abbiamo tirato fuori dopo un brutto esordio. Certamente, possiamo ancora migliorare in tante cose: nella fase di possesso, nella gestione del pallone e anche della stanchezza. Negli ultimi minuti, infatti, ci siamo abbassati troppo e concesso molte occasioni alla Roma. Dobbiamo lavorare, ma vincere aiuta molto».









