Con le sue scarpe elegantemente femminili Gianvito Rossi ha saputo conquistare una clientela eccezionale: basti pensare alla regina Rania, Nicole Kidman e Gwyneth Paltrow, Gigi e Bella Hadid, Angelina Jolie. Il designer non parla però mai di celebrity: «Quando realizzo una scarpa, mi assicuro che chi la indossa si senta molto sicura di sé e forte. E mi fa piacere che molte donne si rivolgano a noi quando si sentono sotto i riflettori». Figlio d’arte, nella scia del ritorno all’eleganza classica, per l’autunno l’imprenditore lancia una capsule di pump in camoscio declinate in tantissime tonalità, «affinché ogni donna possa trovare la propria sfumatura, quella che esalta carnagione e personalità, al di là del nero e dei soliti colori basici», spiega il designer dalla sua azienda di San Mauro Pascoli dove lavorano 200 persone.

I colori sono esaltati dalla morbidezza del camoscio pregiato e dal design minimale che dà risalto alla maestria artigianale della maison. «La semplicità rappresenta la sfida più grande, perché la complessità aiuta a nascondere i difetti mentre un design minimale li accentua, ma sono proprio le linee essenziali che sanno esaltare la silhouette della donna regalandole sicurezza in ogni occasione». e décolleLté sono accompagnate da una linea di stivali cuissard (altro must have). Tre le misure di tacco, 11, 8 e 7. Tornano le punte allungate e i tacchi stiletto, «ma oggi si scende, perché il tacco portabile è segno di contemporaneità, i trampoli restano un’eccezione per il red carpet», osserva l’imprenditore. «Resiste il tacco 3-4 cm, ma per questa misura consiglio la slingback perché chiusa appesantisce il tallone». La raccomandazione dell’esperto alle sue clienti è di non aggiungere mai solette. «Occorre cercare il modello giusto perché ogni piede è diverso. La scarpa ha in sé un equilibrio tra calzata e distribuzione di pesi grazie all’alta artigianalità — sono necessari dai 70 ai 120 passaggi manuali. C’è tutto uno studio in questo senso e ogni modifica è solo peggiorativa». Qual è stato l’insegnamento di suo padre Sergio? «Che si può sempre lavorare per migliorare il proprio lavoro dal punto di vista qualitativo ed estetico. E l’impegno oggi è anche evitare che le cose peggiorino con il cambio delle generazioni, perché non sempre le nuove sono all’altezza di chi se ne va». La caratteristica di Gianvito? «Cerco di creare qualcosa che interpreti femminilità, eleganza e modernità». Che cosa è moderno? «La modernità è data da una proporzione contemporanea, che però abbia una visione di lungo periodo, affinché rimanga attuale negli anni a venire. Al contrario di una scarpa trendy che è cool, ma l’anno successivo è già superata». Come fa una scarpa sexy a non scadere nel trash? «È una questione di gusto ed equilibrio, tra colore, materiale. L’eleganza è ancora sottrarre...». Che momento è per la moda? «Complesso anche se noi non ci possiamo lamentare perché continuiamo ad andare bene. I consumatori oggi per pezzi che hanno un impatto economico — anche perché produrre in Italia è costoso — si aspettano consistenza di stile e qualità».