Emma Nolde, in Italia nelle classifiche musicali ci sono pochissime donne.

«Uno: sarebbe bello che le classifiche proprio non esistessero. Due: vorrei che ci fossero più donne a fare musica. Le graduatorie sono decise da altri, ma il problema principale non è che non ci sono donne nelle top ten, ma che non ce ne sono abbastanza che suonano. È una questione culturale».

Vuole dire che anche la musica è ancora un presidio maschile?

«L’altro giorno sentivo parlare una mamma e diceva che sua figlia le aveva chiesto di suonare la batteria, ma lei preferiva che suonasse il violino. Il motivo per cui non ci sono donne in classifica in Italia è che non ci sono abbastanza bambine che prendono in mano uno strumento come una chitarra elettrica, una batteria e che si mettano a scrivere canzoni pop, rock, indie. A me fa molto piacere vedere ai miei concerti le bambine in prima fila. Io sognavo di fare questo mestiere.

Si è mai sentita discriminata in quanto cantante donna?