Professore Giuseppe Mastrolorenzo, uno studio Cnr-Steam srl pubblicato su Solid Earth identifica nel bacino idrotermale della Solfatara tra 2,7 e 4 chilometri di profondità la causa del bradisismo flegreo. Una della autrici, Claudia Principe paventa il rischio di esplosioni freatiche che potrebbero generare colate di fango bollente e detriti fino alla costa. Ritiene che esistano realmente questi rischi per la protezione civile?
«Il rischio di esplosioni freatiche è considerato dalla Protezione Civile, in particolare per l’area di Pisciarelli, Solfatara e Agnano, anche se storicamente non ci sono precedenti di esplosioni freatiche riconosciute nei Campi Flegrei, ma solo esplosioni freatiche direttamente associate alle fasi iniziali di eruzioni. In ogni caso, le esplosioni freatiche sono generalmente fenomeni localizzati al più a qualche centinaio di metri dal punto di esplosione e, per quanto molto pericolose, non interessano aree estese. Non sono associate a grandi espandimenti di fanghi ad alta temperatura. Sono fenomeni impulsivi di emissione di gas o liquidi e lancio di roccia fratturata. Purtroppo, le esplosioni freatiche non sono prevedibili, in quanto sono fenomeni impulsivi e possono essere al più preceduti da sequenze di terremoti associati direttamente a eventi sismici, ma non producono segnali che ci consentano di prevederle. A questo punto, evidentemente la sollecitazione del sottosuolo potrebbe addirittura innescarle».






