Riparte il digiuno a staffetta per «un carcere più umano». Nell'anno in cui compie mezzo secolo la riforma dell'Ordinamento penitenziario - una rivoluzione ancora in attesa di tradursi per intero in realtà - e nel mese in cui i suicidi nelle «nostre» prigioni hanno superato quota sessanta da gennaio, riprende l'iniziativa di sensibilizzazione il cui primo capitolo si era concluso in agosto con centinaia di adesioni da parte di avvocati, magistrati, associazioni, cittadini. Tutti possono partecipare, un giorno di digiuno a testa e una lista a cui iscriversi per comunicarlo: basta scrivere una email a peruncarcereumano@gmail.com indicando nome
cognome e professione, nonché un giorno di adesione da adesso «sino alla fine di ottobre».
Tra i promotori gli avvocati Valentina Alberta e Maria Brucale con i magistrati Stefano Celli e Marta Zavatta, firmatari della lettera che rilancia l'iniziativa ricordando appunto l'anniversario di quella riforma che doveva e avrebbe potuto dare inizio alla «attuazione della pena come disegnata dalla Costituzione: ma la realtà - scrivono - non si fa carico di celebrare ricorrenze attuando buone idee e così il 31 agosto, nelle carceri italiane, ci sono 63.167 detenuti, il 140% della capienza effettiva».






