La certezza della pena, ma anche della speranza. È il filo conduttore che ha attraversato il convegno “I luoghi della privazione della libertà personale: detenzione e suicidi”, organizzato nella sede di Villa Maraini – Croce Rossa Italiana, insieme all’Istituto Luca Coscioni. Una sala gremita, ieri sera, tra operatori sociali, rappresentanti delle istituzioni e forze dell’ordine, per discutere di carcere, sovraffollamento e salute mentale.

Eroina, emergenza senza fine: a Roma raccolte trentamila siringhe in sei mesi

di Andrea Ossino

Ad aprire i lavori è stato il direttore di Proposta Radicale, Valter Vecellio, con la lettura del messaggio del presidente del Senato Ignazio La Russa. Un testo che mette al centro il nodo strutturale del sistema penitenziario: “Il sovraffollamento genera malessere e amplifica la percezione del carcere come luogo di emarginazione e degrado”, scrive La Russa, collegando l’aumento dei suicidi – tra detenuti e personale – all’urgenza di un cambio di paradigma fondato sulla tutela dei diritti umani.

Il presidente di Villa Maraini Gabriele Mori ha ricordato come la Fondazione lavori dal 2001 su percorsi alternativi al carcere, in particolare per le persone detenute con problemi di dipendenza. Un’esperienza che, secondo Mori, dimostra come la detenzione non sia l’unica risposta possibile.