Arrivano nuove autorevoli adesioni alla proposta di indulto responsabile e 'differito' avanzata nel corso di un convegno tenuto a Roma in dicembre nell'ambito del Giubileo dei detenuti da un gruppo di giuristi, filosofi, teologi, magistrati ed esperti di della materia penitenziaria.

A riferirlo è lo stesso comitato dei promotori dell'iniziativa, nel quale si afferma che "la drammaticità della situazione carceraria impone soluzioni nuove, originali e realistiche, che raccolgano gli appelli accorati di papa Francesco, di papa Leone, del presidente della Repubblica Sergio Mattarella ed il grido di dolore del mondo penitenziario, coniugando responsabilità, sicurezza, speranza, clemenza e prevenzione".

"Un indulto 'secco' - si afferma ancora nella nota - rischia di non risolvere i problemi ed aumentare le criticità, laddove un indulto 'preparato ed accompagnato', con la previsione di una efficacia differita di tre-sei mesi, consentirebbe l'attuazione del trattamento penitenziario della persona da rimettere in libertà e dell'assistenza post-penitenziaria".

Il comunicato annuncia infine che dal 25 marzo sarà promossa una petizione popolare aperta alla firma di chiunque voglia aderire tramite apposita piattaforma web.