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12 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 18:16
Emergono nuovi dettagli sull’omicidio di Gemona, nell’Udinese, dove il corpo di Alessandro Venier era stato ritrovato fatto a pezzi a luglio scorso. Mailyn Castro Monsalvo ha confessato l’uccisione del compagno 35enne il giorno del delitto. La 30enne avrebbe ammesso le sue responsabilità all’arrivo nella villetta dei carabinieri, allertati dalla stessa donna. Poi si sarebbe chiusa nel silenzio.
I carabinieri hanno “verbalizzato” la confessione, insieme a quelle della suocera della ragazza e madre della vittima, in una registrazione di quasi mezz’ora con il cellulare. Un audio considerato dal gip “pienamente utilizzabile”. Lorena Venier aveva reso confessione pochi giorni dopo l’omicidio. Agli atti c’è il racconto della madre del ragazzo: “Alessandro era supino e Mailyn ha puntato i piedi sulle sue spalle, ha messo i lacci degli scarponi intorno al collo e ha cominciato a tirare. In quel momento mi sono allontanata perché la bambina stava piangendo e mi sono recata da lei. Quando sono riuscita a tranquillizzarla sono tornata in soggiorno e Mailyn stava ancora stringendo i lacci intorno al collo e io l’ho aiutata. Alessandro in quel momento stava esalando gli ultimi respiri”. La madre del giovane ucciso ha poi riferito di premeditare da tempo l’omicidio.









