Colpo di scena: l’Acea, ovvero l’associazione europea dei costruttori di automobili – quelli che per anni hanno fatto il diavolo a quattro contro ogni regola che odorasse di ecologia – oggi si schiera, con tanto di comunicato stampa e sorrisi diplomatici, dalla parte di Ursula von der Leyen.

Una presa di posizione importante

Sì, proprio lei, la pasionaria teutonica del Green Deal, colei che ha fatto tremare i polsi a chi pensava che il motore a scoppio fosse eterno come il Colosseo. È un fatto di portata storica. Ola Källenius, gran capo di Mercedes-Benz e presidente dell’Acea, ha pronunciato parole che, lette a freddo, sembrano uscite da un discorso di Greta Thunberg: “Nessuno ha più interesse del successo della mobilità a emissioni zero delle case automobilistiche europee”. E ancora: “Un’Europa prospera ha bisogno di noi e noi abbiamo bisogno di un’Europa prospera”.

Imparato (Stellantis): “Target Ue per transizione non raggiungibili”

Parole che sanno di patto sociale, di quelli che si siglano con una stretta di mano e un occhio al bilancio. Ma non facciamoci illusioni. Questa improvvisa conversione verde non è un’epifania collettiva, né un risveglio delle coscienze. È pragmatismo, puro e semplice.