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Nuovi sviluppi a quasi trent’anni dalla morte della minorenne di Cagliari. Restano tanti dubbi e un solo indagato.

“Finalmente ho la concreta speranza che la mia amata sorella riceverà la giustizia che merita”. Con queste parole Elisa Murgia, sorella di Manuela, ha commentato gli ultimi sviluppi sul caso. Una nuova traccia si inserisce nel mistero che da quasi trent’anni circonda la morte di Manuela Murgia, la sedicenne trovata senza vita il 5 febbraio 1995 nel canyon di Tuvixeddu in Sardegna. Le analisi più recenti sui vestiti che la ragazza indossava quel giorno avrebbero infatti rivelato la presenza di Dna maschile.

Le verifiche sono cominciate lo scorso luglio sui reperti conservati dagli investigatori. In laboratorio sarebbero stati estratti circa ottanta campioni: secondo le ultime indiscrezioni, uno su quattro conterrebbe materiale genetico riconducibile a un uomo. Le tracce più evidenti sarebbero state individuate su jeans e giubbotto, ma segnali compatibili sarebbero presenti anche sugli indumenti intimi della giovane, come reggiseno e slip.