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Tre tracce genetiche mai identificate, rinvenute in punti chiave della scena del crimine, riaccendono i dubbi sul delitto di Garlasco. La nuova inchiesta ipotizza la presenza di più persone nella casa il giorno dell’omicidio
Nuove ombre si allungano sul delitto di Chiara Poggi, la 26enne uccisa il 13 agosto 2007 nella sua abitazione in via Pascoli. A quasi vent’anni di distanza, la riapertura delle indagini da parte della procura di Pavia riporta l’attenzione su un dettaglio rimasto a lungo sepolto tra le pieghe del fascicolo: tre profili genetici femminili, rinvenuti in zone cruciali della casa, mai identificati e ignorati nelle analisi successive.
La nuova pista investigativa punta ora sull’ipotesi che il killer non fosse solo all’interno della villetta al momento del delitto. Tra i nomi emersi, anche quello di Andrea Sempio, amico del fratello della vittima, indagato per concorso in omicidio con altre persone. Ma a far discutere sono soprattutto i reperti prelevati dai carabinieri del RIS di Parma nei giorni immediatamente successivi all’omicidio.








