Caricamento player

Durante il recente Gran Premio di Formula 1 di Monza è stato trasmesso uno spot di Heineken sulla sua birra analcolica, con il pilota Max Verstappen come testimonial. Fino a un po’ di tempo fa sarebbe stato insolito visto che la birra e il suo contenuto alcolico sono strettamente associati all’idea tradizionale di maschilità, quella richiamata dalla maggior parte delle pubblicità trasmesse durante le gare motoristiche. Ma bere una birra analcolica è sempre meno strano, e lo dicono anche i dati. Il settore in Italia è in forte crescita: nel 2024 rappresentava il 2,11 per cento del totale dei consumi di birra, con un aumento annuale del 13,4 per cento, rispetto all’1,86 del 2023.

È una cosa di cui ci si può accorgere in molti pub e locali, specie nelle grandi città, ma soprattutto sugli scaffali dei supermercati dove ora è facile trovare versioni alcol free delle birre più popolari. Le birre analcoliche sono sempre meno associate a categorie specifiche come donne incinte o persone che non possono bere per motivi di salute o religiosi. L’idea che la scelta di non bere sia consapevole e legata a uno stile di vita più sano è stata in parte sdoganata, anche grazie alle maggiori sensibilità sui rischi legati al consumo di alcol. La generazione Z, quella dei ventenni, è poi meno affezionata all’idea di bere alcol in grandi quantità.