L'agghiacciante post di Alan Friedman, che ieri si è unito al coro dei progressisti che hanno minimizzato l'attentato a Charlie Kirk, è un boomerang. Il giornalista americano, da anni in Italia, ha affidato a X un commento vergognoso, anteponendo l'appartenenza politica alla democraticità con cui si riempie la bocca. "Charlie Kirk, il propagandista MAGA ucciso ieri, era un amico di Trump. Sostenne la violenza del 6 gennaio 2021. Disse che le donne nere non avevano diritto al lavoro, che i gay andavano uccisi, e fece propaganda pro-Putin. La violenza in America cresce grazie a gente come lui", ha scritto a distanza di poche ore dall'uccisione choc del 31enne americano di destra. Fortissime le polemiche e le critiche arrivate in risposta. L'economista è stato presto accusato di aver strumentalizzato la morte del giovane attivista per attaccare il presidente Usa e infangare il suo operato. Lo stesso Trump con il quale, però, come documentato da uno scatto lanciato in rete, si è fatto fotografare sorridente a bordo di un aereo privato nel giugno del 2016.