«Voi siete malati — gli gridavano i vicini ogni volta che li vedevano mettere il naso fuori di casa — siete animali: dovete lasciare questo palazzo». È la guerra condominiale, del tutto omofoba, subita per tre anni da Marco e Andrea, due impiegati di 53 e 51 anni, sposati con l’unione civile dal 2013 e residenti in un appartamento che hanno acquistato 20 anni fa, con un mutuo, all’estrema periferia Est di Roma.

I due uomini conducevano una vita serena, discreta. Fino a quando, nel 2022, nel palazzo che costeggia una traversa di via della Rustica, non è arrivata una famiglia romana, con due bambine di sei e otto anni, un cane. Marito e moglie, due operai, avevano acquistato l’appartamento adiacente a quello delle vittime. E quasi subito hanno iniziato a bersagliarli di insulti, minacce, lanci di acido.

Acido e insulti contro una coppia gay: “Siete malati, via dal condominio”

di Luca Monaco

Dopo tre anni da incubo, il 18 dicembre scorso Marco e Andrea non hanno avuto altra scelta che presentarsi negli uffici di polizia del Prenestino e sporgere una denuncia per stalking e atti persecutori nei confronti dei vicini. Le due vittime hanno deciso di raccontare a Repubblica quello che stavano passando. Hanno incassato subito la solidarietà delle associazioni Lgbtqi. E dopo qualche mese è arrivata una notizia inaspettata: “A ridosso dell’estate i condomini hanno lasciato l’appartamento - raccontano Marco e Andrea – per anni abbiamo vissuto nella paura, ci sembrava un incubo. Non ci speravamo più, la denuncia pubblica è servita”.