Indignazione e solidarietà bipartisan , dal Pd a Fratelli d’Italia, sul caso di Lucia Regna, picchiata e maltrattata per 17 anni dall’ex, che però non è finito in carcere. La polemica infuoca anche il mondo delle associazioni e dei centri che tutelano le donne che hanno subito reati violenti da Codice rosso. L'avvocata Silvia Lorenzino del centro Antiviolenza SvoltaDonna (Rete D.i.Re) dichiara: «Non entro in questioni di diritto perché vorrei porre l’attenzione sui reiterati stereotipi di genere che costituiscono il fondamento della motivazione e sul linguaggio utilizzato che è francamente inaccettabile». Per la ministra Eugenia Roccella, ministra per la Famiglia, la Natalità e le Pari Opportunità, «Le motivazioni della sentenza di assoluzione dell'ex marito di Lucia Regna, con parole di comprensione e giustificazione nei confronti di un pestaggio che ha portato la vittima a dover far ricostruire il proprio volto con 21 placche di titanio, dimostrano che la cultura che dobbiamo contrastare e che è alla base di violenze e prevaricazioni si è insinuata troppo spesso anche fra coloro che dovrebbero contribuire a reprimere questi fenomeni». «Non a caso - prosegue -,le leggi anti-violenza varate dal nostro governo prevedono percorsi di formazione dei magistrati e di specializzazione sul campo, e altrettanto impegno viene profuso nella diffusione sul libro bianco contro la violenza rivolto proprio alle professionalità che entrano in contatto con questa piaga e con chi la subisce».