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13 SETTEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 7:40

Le motivazioni della sentenza della terza sezione penale del Tribunale di Torino (presidente Paolo Gallo, Elena Rocci e Giulia Maccari, giudici a latere) che ha condannato ad un anno di reclusione un uomo per aver devastato il volto della moglie durante un pestaggio di sette minuti, sono un capolavoro di sottocultura patriarcale che purtroppo attraversa la società italiana ed entra anche nei Palazzi di Giustizia.

Andrebbe letta passaggio per passaggio per far comprendere come il paradigma patriarcale è ancora tra noi e non c’è da essere ottimiste. La Cedu, dal 2015 ad oggi, ha inflitto all’Italia otto condanne per inadempienze nella tutela delle vittime di violenza: fra queste, la sentenza del 27 maggio 2021 (JL contro Italia) rilevò la violazione dell’articolo 8 – diritto al rispetto della vita privata e dell’integrità personale. I giudici di Strasburgo scrissero che le motivazioni della sentenza di assoluzione di sette uomini dall’accusa di stupro si focalizzarono sulla vita privata di J.L. e sulle sue scelte sessuali. Elementi ininfluenti per la valutazione della credibilità della vittima.