In un’intervista con l’emittente statunitense CNN, il ministro degli Esteri venezuelano Yván Gil ha parlato esplicitamente del caso di Alberto Trentini, il cooperante italiano incarcerato nel paese dallo scorso novembre con motivazioni pretestuose. L’avvocata della famiglia di Trentini, Alessandra Ballerini, dice che secondo le sue verifiche questa è la prima volta che un membro del governo venezuelano commenta la questione in pubblico. Tra le altre cose, Gil ha sostenuto che «i suoi diritti umani [di Trentini] non sono violati».

In generale le carceri del regime venezuelano sono note per le frequenti violazioni dei diritti umani e i casi di tortura. Trentini si trova in quello di El Rodeo I, nella capitale Caracas. Contro di lui non sono mai state formalizzate accuse; in dieci mesi di carcere non ha potuto ricevere visite dell’ambasciatore né del console italiani e ha potuto solo fare due brevi telefonate di pochi secondi alla famiglia, l’ultima a fine luglio.

Nell’intervista, fatta dal giornalista di CNN Stefano Pozzebon, il ministro Gil dice di conoscere il caso di Trentini. Gil sostiene anche che Trentini sia «sotto processo. C’è una causa in corso e che continuerà». Non ha detto di cosa sia accusato, ma ha aggiunto che «in Venezuela ci sono migliaia di casi che coinvolgono varie nazionalità: colombiani, peruviani, italiani, per vari crimini. Il [reato] più comune è il narcotraffico». Come detto, finora all’ambasciata italiana non sono state mai comunicate accuse contro Trentini, né risulta un processo a suo carico.