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11 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 11:48
“Conosco il caso” ma “i suoi diritti non vengono violati”: “lui ha un legale” e “c’è un processo”, che “proseguirà il suo corso”. Mancano cinque minuti al termine dell’inedita intervista concessa all’inviato di Cnn a Caracas, Stefano Pozzebon, quando il ministro degli Esteri Yván Gil rompe il silenzio sulla vicenda di Alberto Trentini, rappresentato dall’avvocata Alessandra Ballerini, che domani conterà trecento giorni di prigionia a El Rodeo I, senza accuse e nella quasi totale incomunicabilità, intervallata solo da due chiamate alla famiglia. “Noi, qui, riceviamo tutte le richieste e siamo disponibili a verificare caso per caso”, ha risposto Gil, interpellato dal corrispondente sulle condizioni detentive dell’operatore umanitario, detenuto lo scorso 15 ottobre nella località di Guasdualito, e sulla mancata apertura a una visita consolare, nonostante i tentativi compiuti dalla rappresentanza diplomatica italiana a Caracas. L’intervista, durata 40 minuti, si è svolta nella sede della Cancelleria venezuelana, in Avenida Urdaneta, e la sua versione integrale è stata pubblicata sul canale YouTube del Ministerio del poder popular para Relaciones exteriores. Gil tira fuori la carta della “cospirazione” per giustificare le detenzioni di stranieri nel Paese sudamericano, parla di altre persone incarcerate per reati comuni e rivendica: “Noi crediamo che ogni persona sia innocente, fino a prova contraria” a differenza degli Stati Uniti, specifica, che “praticano esecuzioni in mare”. Un riferimento alla vicenda del flipper affondato nelle acque dagli Usa, nell’ambito dell’operazione antidroga nei Caraibi, nel quale sono morti undici venezuelani.







