di
Alessandra Muglia
Influencer estremisti e alcuni repubblicani infiammano i social con appelli alla vendetta. Trump: «Colpa loro, per anni è stato paragonato ai nazisti»
Nella notte lo choc di Donald Trump per l'uccisione dell'attivista-influencer Charlie Kirk si è trasformato in rabbia. In un videomessaggio dallo Studio Ovale, il presidente americano ha puntato il dito contro i media e la «sinistra radicale» per il linguaggio usato per descrivere persone come questo suo prezioso alleato, la cui capacità di galvanizzare i giovani conservatori con le sue critiche alla sinistra era stata fondamentale per conquistare una nuova generazione di elettori. «Per anni, la sinistra radicale ha paragonato meravigliosi americani come Charlie ai nazisti e ai peggiori assassini di massa e criminali del mondo», ha affermato Trump in un discorso su Truth Social. «Questo tipo di retorica è direttamente responsabile del terrorismo a cui assistiamo oggi nel Paese» ha concluso, senza aspettare un qualche riscontro dagli inquirenti (due sospettati arrestati nella notte sono poi stati rilasciati, gli investigatori non hanno ancora individuato il movente).
L'ammirazione di Trump verso Kirk lo ha portato alla decisione di conferirgli la Medal of Freedom (Medaglia presidenziale della libertà), la massima onorificenza degli Stati Uniti.











