di

Giulio De Santis

La denuncia della donna: «Urlavo e avevo il braccio paralizzato». E ancora: «Ho iniziato a gridare aiuto, cercavo di chiamare mia madre. Ma Bravi, contro la mia volontà, mi ha messo una maschera sul volto»

«Ero terrorizzata, volevo andare via. Ma un infermiere maschio mi ha bloccato, mi ha rimesso sul lettino, tenendomi forte il braccio sinistro. Allora ho iniziato a gridare aiuto, cercavo di chiamare mia madre. Ma Bravi, contro la mia volontà, mi ha messo una maschera sul volto e ho perso i sensi. Quando mi sono ripresa, mi era stata asportata la protesi e non riuscivo più a muovere il braccio». È il momento più drammatico raccontato da Sonia dell’operazione che, secondo la procura, lei ha subito contro la sua volontà. La sua versione la donna, 45 anni, assistita come parte civile dall’avvocato David Santodonato che l’ha seguita fin dal primo passo della sua odissea, l’ha resa alla polizia giudiziaria il 9 aprile scorso. Le parole di Sonia, qualora saranno riscontrate in un processo, aiutano a comprendere il suo calvario. Di cui la donna è stata consapevole fin dall’istante in cui si è risvegliata dall’anestesia e ha cominciato, come lei ricorda, a gridare: «Bravi, cosa mi hai fatto, mi hai rovinato».