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10 SETTEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 7:50
Proprio nel giorno in cui apprendiamo che Giusi Bartolozzi, capo di gabinetto del Ministro Nordio, è iscritta nel registro degli indagati per false informazioni ai pm sulla vicenda Almasri, la Procura Generale di Bologna, intervenendo oggi nell’udienza per l’estradizione dell’ufficiale ucraino Kuznietsov, accusato dalla Germania di essere il capo del commando che ha fatto saltare il Nord Stream 1 e 2 nel settembre 2022, ha chiesto alla Corte di Appello di rigettare le eccezioni fondate sulla immunità funzionale dell’ufficiale ucraino. Ci manca soltanto che qualche magistrato ordini l’arresto dei militari israeliani ospitati nei resort italiani, visto che per crimini contro l’umanità e di guerra notoriamente salta l’immunità funzionale del soldato diligente che ubbidisce agli ordini, e la frittata sarà talmente grande da creare più di un imbarazzo al governo Meloni.
Cosa lega le vicende Almasri e Kuznietsov (e per assonanza quella dei militari israeliani in vacanza in Italia)? Il conflitto evidente tra la forza del diritto che pretende di fare giustizia senza guardare in faccia a nessuno, brandendo vecchi utensili giuridici come l’uguaglianza davanti alla legge, l’invalicabile limite del rispetto dei diritti umani, l’indipendenza della giurisdizione soprattutto verso il potere esecutivo e il preteso diritto della forza, ovvero della volontà di chi ha il potere.










