Uno schermo maxi campeggia ai lati dell’ufficio luminoso al quarto piano di via Rosellini. «Non è solo tv, è anche una lavagna: qui formuliamo i piani attorno al calcio per il futuro» dice sorridendo Luigi De Siervo, in forma invidiabile dopo una dieta monastica. «Ho perso 30 kg». Ora però rischia di perdere il sonno a causa delle sorti di San Siro appese alle decisioni del Comune di Milano. «Il voto contrario alla vendita dello stadio sarebbe una catastrofe enorme». Luigi De Siervo, amministratore delegato della Lega di A e vice-presidente delle leghe mondiali, spinto dall’obiettivo di massimizzare i ricavi per le società e determinato a tutelare gli interessi di Inter e Milan, alza il grido d’allarme nei giorni in cui il dibattito sul tema, a Milano, impazza.

«I 48 consiglieri comunali che sono chiamati a esprimere il proprio voto hanno una responsabilità enorme. Impedire la vendita dello stadio non solo sarebbe un danno di immagine immenso ma comporterebbe, per la città, la perdita di una occasione storica. Questa è l’ultima possibilità che la politica milanese ha di dotare la città di un impianto all’altezza delle aspettative».