«Io e mio marito vorremmo tanto tornare in Cina ma i figli ormai si sentono mezzi italiani». «Anche noi vorremmo tornare, ma siamo indecisi: in Italia dobbiamo solo lavorare duro, lì dovremmo essere competitivi!». È indimenticabile, per chi ha visto il film di Sergio Basso Giallo a Milano sulla comunità cinese nella città lombarda, la Candid Camera all’Ospedale dei Bambini Buzzi che filmava il dialogo in sala d’aspetto tra due donne cinesi. Era il 2009. E buona parte degli italiani pensava (anzi, succede ancora adesso) che la «fortuna» dei cinesi sia dovuta solo ai prezzi bassissimi di cose prodotte con bassissimi costi del lavoro. Un’idea cavalcata da una parte della politica che ha impedito di capire cosa accade nell’«impero di mezzo». Cecità suicida.
Quelle gare in Cina per studenti competitivi
Le famiglie dedicano circa il 7,9% della spesa familiare totale all’istruzione, rispetto a una media globale del 2-3%». Tutto perché «i genitori cinesi sentono risuonare nella loro testa la frase: “Non lasciare che i tuoi figli perdano alla partenza”»











