Nel cuore del Veneto, a pochi chilometri da Padova, scorre un canale noto come Fossa Monselesana, circondato da campi coltivati e piccoli centri abitati. Ma proprio qui, secondo un nuovo rapporto del European Environmental Bureau (EEB), è stato rilevato uno dei livelli più alti di contaminazione da PFOS (acido perfluoroottansulfonico) in pesci selvatici in Italia: 69,1 microgrammi per chilo, quasi 900 volte oltre il nuovo limite di sicurezza proposto dall'UE. Un valore simile è stato registrato anche in un corso d'acqua locale a Campagna Lupia, nella laguna sud di Venezia: qui il campione di pesce ha mostrato 68,5 microgrammi per chilo, segnalando un'altra area ad alta contaminazione.

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Allarme PFOS nei corsi d'acqua italiani

Nel Fossa Monselesana, come nel Burana tra Ferrara e il Delta del Po o nel Secchia nel mantovano, i pesci nuotano tra sostanze invisibili: i PFAS. Il rapporto dell'EEB, che analizza dati di monitoraggio raccolti in sette Paesi europei tra il 2009 e il 2023, rivela che tutti i campioni italiani analizzati superano il nuovo limite di sicurezza (77 ng/kg). E quel valore, già di per sé allarmante, riguarda solo una delle circa 10.000 molecole PFAS esistenti, nello specifico il PFOS (acido perfluoroottansulfonico).