Trepidazione e cautela. Il clima nella zona ionica della Sicilia, dove si è spostato il cuore logistico della missione, è di grande attesa, mentre ad Augusta molti volontari della Global Sumud Flotilla che si imbarcheranno stanno affrontando addestramenti intensivi. Ed è arrivata anche lei, Maria Elena Delia, voce e volto del movimento in Italia. «Il clima internazionale è sempre più teso e i fatti di ieri a Gerusalemme e di questa notte in Tunisia sono due delle tante, terribili manifestazioni di questa tensione geopolitica enorme. Gli atti di aggressione volti a intimidire e a far deragliare la nostra missione non ci scoraggeranno. La nostra missione pacifica di rompere l'assedio su Gaza e di essere solidali con la sua popolazione continua con determinazione e risolutezza».
Sono giorni di grande tensione, come li vivete?
«Siamo pronti, ci stiamo avvicinando alla partenza. Abbiamo stabilito che le barche partiranno da Augusta l’11 settembre. Non vediamo l’ora di togliere l’ancora».
Come si affronta questa attesa?
«Questa notte abbiamo avuto la visita di parecchi droni sopra le nostre teste, siamo preoccupati, anche dopo gli strani movimenti a Sigonella».










