A metter tanti galli in un pollaio si rischia di alimentare la zuffa. La Global Sumud Flotilla non ha ancora levato le ancore da Catania che è già partito un circo della serie “tu sì, tu no”. Con inevitabili polemiche che rimbalzano sui social. L’ultimo battibecco è tra Maria Elena Delia, portavoce della delegazione italiana di Global Movement to Gaza e Claudio Locatelli, che sul suo profilo di definisce “giornalista combattente”. A seguire i video su FB si intuisce una certa tensione. Locatelli non è nuovo ad iniziative in aree di conflitto (Siria) e così visto che il “dialogo” con gli organizzatori non riusciva a concretizzarsi ha deciso di mettere in piedi un “vascello stampa” per conto suo per dare una copertura mediatica «indipendente» alla missione della Flotilla. Ma l’iniziativa di Locatelli non è stata ben digerita dai responsabili ufficiali del “Comitato direttivo” (come si definiscono) che lo diffidano dall’utilizzare qualsiasi accostamento con la Flotilla. Ieri da Livorno “il giornalista combattente”, ha deciso comunque di partire alla volta di Gaza. O meglio: per contribuire a rompere l’assedio israeliano. L’intento è superare simbolicamente l’assedio sull’informazione da parte di Israele, che impedisce l’accesso della stampa internazionale a Gaza. E «ricordare i 247 giornalisti morti ammazzati dall’esercito israeliano a Gaza dal 7 ottobre 2023».