«Rivoluzione». Quel titolo del libro-manifesto di Emmanuel Macron, pubblicato nel novembre 2016, torna oggi a tormentare il ragazzo che ha poi umiliato Marine Le Pen in uno storico duello televisivo, ha conquistato una prima volta l’Eliseo diventando presidente in uno sventolio di bandiere europee, ha promosso il risveglio del continente nei due discorsi della Sorbona, si è autodefinito via via — modestamente — «primo della cordata», «Jupiter», «maestro degli orologi», ha superato la rivolta dei gilet gialli e poi il Covid, ha provato a tenere testa ai leader del mondo e nel 2022 si è fatto rieleggere senza entusiasmo ponendosi come ultimo baluardo di fronte a un’estrema destra e a una Marine Le Pen che adesso si ritrova davanti, più forte che mai.