Che Macron sembri un personaggio di Stendhal è stato notato da molti, a partire dal settimanale Causeur fino allo Washington Post. Il presidente francese è uno Julien Sorel che ce l’ha fatta. Il mondo gretto della Restaurazione finiva per stritolare il giovane e brillante parvenu protagonista di Le Rouge et le Noir, mentre oggi il suo clone è passato di successo in successo: banchiere d’affari, ministro, président. Si è persino sposato la sua Mme de Rênal. Purtroppo per lui, i trionfi sono finiti da un pezzo e ormai è come un tizio che si butta da un grattacielo cercando di tuffarsi in una botte d’acqua. Come finirà Macron? Il lieto fine è sconosciuto a Stendhal.
Anche Donald Trump è stato accostato a personaggi letterari, in particolare « al Buzz Windrip di “It Can’t Happen here”. Il leader populista di Lewis Sinclair che instaura la dittatura negli Stati Uniti e il tycoon hanno somiglianze soprattutto nella testa di chi non sopporta il secondo. Invece l’irruenza, il candore (chiamatela becera ignoranza se preferite) di Donald rimandano ad altri personaggi della letteratura a stelle e strisce. «Altezza uno e novanta. Peso centocinque chili. Testa enorme, scarruffata, una chioma che sembra pelliccia di persiano. Occhi sospettosi, quasi sempre contratti. Modi truculenti. Naso grosso. (...) incostante, brutale, tirannico e forse matto». Sembra il ritratto del 45°/47° presidente; invece è l'Eugene Henderson di Saul Bellow. Il protagonista di “The Rain King” con la sua tendenza a bombardare a casaccio ma a fin di bene e l’inquietudine che lo trascina in Africa. Il continente che per altri, tutti europei, era il teatro di un viaggio al termine della notte o nel cuore di tenebra, a Henderson finisce per piacere.







