La fede politica dichiaratamente progressista non impedisce a Paolo Mieli di prendere le distanze dalla sinistra italiana, preda ormai di una deriva sempre più estremista e pericolosa. Soprattutto per quel che riguarda la politica estera.

L'editorialista ed ex direttore del Corriere della Sera sottolinea la differenza di approccio sulle due guerre in corso: "Bombe vengono lanciate dall’esercito israeliano su Gaza e provocano massacri di civili inermi. Accompagnate da uno sdegno pressoché unanime. Bombe vengono lanciate dall’esercito russo sull’Ucraina e provocano massacri di civili inermi. Accompagnate da uno sdegno che esiteremmo a definire unanime", scrive Mieli.

PAOLO MIELI TRAVOLGE I PRO-PAL: "DA STUPIDI, MI STUPISCO"

"Mi stupisco che ci sia ancora qualcuno che firma appelli, firmare appelli è da stupidi". Paolo Mieli n...

Se da un lato l'Europa, Sergio Mattarella e lo stesso Papa Leone XIV non hanno mai nascosto il loro "crescente disagio" per la morte di innocenti condannando "entrambi i fronti", a sinistra sta accadendo qualcosa di diverso, suggerisce Mieli. "E' ben visibile un più che giustificato sdegno per l’uccisione degli innocenti palestinesi a fronte di una pressoché totale indifferenza nei confronti degli uccisi in Ucraina. Non tutta la sinistra, per carità". Nel Pd l'unica eccezione, sottolinea il direttore, è la vicepresidente del Parlamento europeo Pina Picierno. L'europarlamentare ha organizzato a Ventotene un evento invitando la vedova di Navalny, la Premio Nobel iraniana Shirin Ebadi, la leader della resistenza ucraina Sviatlana Tsikhanouskaya.