Motovedette armate con mitragliatori. Lance veloci da incursione. Esercitazioni di tiro. Simulazioni di abbordaggi. Dopo aver annunciato per bocca del ministro Ben Gvir un trattamento da terroristi per gli equipaggi della Global Sumud Flotilla, il governo israeliano non ha più fatto alcun riferimento esplicito alla missione navale umanitaria che si prepara a fare rotta su Gaza. Ma un’esercitazione navale della Marina, del Gruppo d’assalto marittimo e delle truppe della Divisione Gaza, resa nota con tanto di video dall’Idf, sembra lanciare un messaggio molto preciso a chi vorrebbe raggiungere la Striscia per portare aiuti e aprire un canale umanitario permanente.
Abbordaggi, intercettazioni e mitragliatrici “per rafforzare la difesa”
Le manovre provate e riprovate per ore da navi e gommoni delle forze armate, si fa sapere con una nota ufficiale, serviranno a “rafforzare la difesa lungo la frontiera marittima”. Un’affermazione che fa storcere il naso ai giuristi internazionali, che da anni bollano come illegittimo il blocco navale imposto alla Striscia, mentre le immagini diffuse destano preoccupazione. Negli scenari previsti e testati nei giorni scorsi non si esclude l’uso di armi da fuoco, anche a lunga gittata.






