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Ultimo aggiornamento: 12:49
A meno di un mese dal secondo anniversario dell’offensiva israeliana su Gaza, Pedro Sánchez ha posto la Spagna alla guida dei Paesi europei che adottano misure contro il governo di Benjamin Netanyahu. In una dichiarazione istituzionale di circa dieci minuti, il presidente del governo ha annunciato un pacchetto di nove provvedimenti, tra cui spicca l’approvazione urgente di un decreto legge reale che rende giuridicamente vincolante l’embargo sulle armi a Israele. “Il governo”, ha detto, “ha deciso di avviare a scadenza immediata nove azioni per fermare il genocidio a Gaza, per perseguire gli autori e per sostenere la popolazione palestinese”.
Il provvedimento sancisce il divieto legale e permanente di acquistare e vendere armamenti, munizioni ed equipaggiamento militare a Israele. Secondo Sánchez, l’embargo era già applicato “di fatto” dall’ottobre 2023, ma ora trova una formalizzazione normativa, richiesta da mesi da organizzazioni della società civile, soprattutto dopo le denunce di forniture militari avvenute attraverso diversi ministeri.
Tra le misure annunciate figura anche il divieto di transito nei porti spagnoli per le navi che trasportino combustibili destinati alle Forze di Difesa Israeliane, un’estensione del blocco già in vigore dallo scorso maggio per le imbarcazioni con carichi di armi. Parallelamente, il governo ha stabilito la proibizione di ingresso in Spagna per tutte le persone coinvolte direttamente o indirettamente nelle operazioni militari a Gaza e nelle violazioni dei diritti umani. Una misura che, alla luce dei mandati di arresto emessi dal Tribunale Penale Internazionale contro Netanyahu e il ministro della Difesa Yoav Gallant, obbliga la Spagna a cooperare con la giustizia internazionale.













