MAROSTICA - Roberta è di fatto un'eroina. È intervenuta laddove tutti scappavano. Lei, donna, in un locale pieno soprattutto di uomini, non ha esitato. Si è sentita chiamare per nome da quella cameriera accoltellata dall'ex marito, sanguinante e agonizzante, a terra. Ed è intervenuta per salvarla. «Non è importante quel che ho fatto, ma quel che andava fatto», ha dichiarato in un'intervista esclusiva ad Enrico Ferro per Il Gazzettino.
E quel «andava fatto», nel corso dell'intervista, Roberta lo ripete più volte. Come se fosse normale. E in realtà lo è. Ma il gesto diventa eclatante in un contesto dove tutti si sono girati dall'altra parte. «C’erano un bel numero di maschi nel locale ma il loro unico pensiero è stato scappare», aggiunge.
Di quella giornata indelebile, a Roberta rimane anche una giacca macchiata di sangue, quello della donna a cui ha teso una mano. «Avevamo appena commentato il mio completo bianco - ricorda Roberta - e pochi minuti dopo era macchiato del suo sangue».
L'uomo è entrato nel locale in cui lavorava l'ex moglie e, coltello alla mano, si è scagliato contro di lei con una tale furia che la lama si è spezzata e si è conficcata nel gomito della donna dopo averla colpita in varie parti del colpo. Qui, vedendola a terra che la implorava, è intervenuta Roberta che si trovava nel locale come cliente. «Io la conosco quella donna, si è aggrappata a me insanguinata. Era terrorizzata, mi implorava», ha detto. «Chiedeva aiuto, chiamava il mio nome».











