GERUSALEMME Prima cosa, cambiare nome. Perché «Operazione Carri di Gedeone 2» sembra un sequel, dice Benjamin Netanyahu: «E invece no. Ne annuncerò presto un altro, che spieghi questa nuova fase: noi entriamo a Gaza City dopo oltre un anno, bisogna comunicare bene quali sono gli obiettivi e i pericoli». Per la seconda volta di fila, il governo è convocato in un bunker sotto Gerusalemme: l’altra domenica, erano piovuti dallo Yemen i razzi degli Houthi, stavolta c’è un misterioso taglio di cavi nel Mar Rosso che rallenta gli accessi Internet. Netanyahu ha fretta e va subito al punto: «Discutiamo le nuove strategie per espandere le operazioni dal centro alla periferia di Gaza City».
Colpire le infrastrutture, l'assedio. La strategia dell'Idf nella Striscia: diminuire i rischi per i soldati
Abbandonato il progetto della distruzione totale degli islamisti
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