«Ci sono tante cose brutte, ma anche tante cose belle, non c’è solo spaccio e i furti, ma ci sono anche bravi ragazzi, ognuno ha la sua storia e non penso che alla gente piaccia spacciare o rubare però ci sono determinati contesti che ti obbligano a fare qualcosa, quando cresci con nulla vuoi diventare come gli altri». Eccolo il ritratto di un pezzo di Barriera, arriva dalle parole di Hani, uno dei tanti trapper nel quartiere torinese.
Torino, Barriera e i «maranza». La ricerca del Politecnico sulla trap di periferia: «Qui la musica è identità e appartenenza»
Lo studio firmato dal professor Carlo Salone il ricercatore Federico Panzuto. «Siamo in Italia, con la tuta del Paris. Torino, Barriera: la trap tra esclusione e radicamento»







